1ª tappa:

varzi
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capanne di cosola

Località di partenza Varzi (PV)
Località di arrivo Capanne di Cosola ( AL) 
Difficoltà E-EE
Dislivello + 1445 metri
Tempo di percorrenza 7,15 ore
Lunghezza 20,5 chilometri

Si lascia Varzi dal ponte che attraversa il torrente Staffora, percorrendone per un tratto la riva. Poi il sentiero si innalza in direzione sud, portandoci a raggiungere dopo 6 km Monteforte, piccola frazione un tempo frequentata dai monaci di San Colombano.

Tappa successiva Castellaro. Da qui si inizia a salire in maniera decisa.

All’improvviso, usciamo dal bosco sfociando sul pian della Mora che ospita l’omonimo rifugio incustodito. Da qui iniziamo a percorrere la cresta della catena montuosa che separa la val Curone dalla val Staffora e la vista spazia lontano, fino all’arco alpino.

Proseguiamo tra boschi e praterie fino ad arrivare al secondo rifugio (Laguione).

Un’ultima fatica permette infine di raggiungere il monte Chiappo, la cima più alta della Via del Sale con i suoi 1699 metri.

Punto di incontro di tre regioni (Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna), dalla sua vasta cima erbosa si gode di un fantastico panorama a 360 gradi e nelle giornate più limpide si vede il mare. 

Ci attende un’iconica discesa su un’ampia mulattiera, che percorriamo come sospesi nel cielo, per approdare al passo di Capanne di Cosola.

fonte: https://www.trekking.it/

2ª tappa:

capanne di cosola
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torriglia

Località di partenza Capanne di Cosola (AL)
Località di arrivo Torriglia (GE)
Difficoltà E
Dislivello + 653 metri
Tempo di percorrenza 8 ore
Lunghezza 24 chilometri

Dopo aver attraversato un bosco di faggi, si sale sulla cima più alta della tappa, il monte Cavalmurone, dalla caratteristica doppia sommità.

Percorriamo adesso uno dei tratti più affascinanti della via.

Percorrendo la mulattiera in cresta, saliamo e scendiamo per le cime che si avvicendano.

Aggiriamo l’imponente piramide sommitale del monte Carmo e scendiamo a un altro valico, quello di Capanne di Carrega, dove ci attende l’omonimo agriturismo, ospitato dalla costruzione che fu stazione di posta per carovane di muli e luogo di incontro di brigate partigiane.

Entriamo in provincia di Genova, percorrendo lo spartiacque tra l’alta val Trebbia e quella Borbera, al confine tra due parchi naturali.

Alternando boschi e tratti aperti, arriviamo con un ultimo sforzo in cima al monte Antola, la montagna dei genovesi. Nelle giornate terse, lo sguardo arriva fino alle Alpi Apuane e alla Corsica.

Una breve discesa ci conduce alle rovine di antichi rifugi e a quello funzionante e moderno in fondo alla vallata.

Un percorso nel bosco ci porta alle pendici del monte Prelà, da dove, a pochi metri di distanza, nascono il Trebbia e lo Scrivia.

Quando il bosco termina, ci affacciamo da un’altura e possiamo vedere finalmente l’abitato di Torriglia che ci attende giù in basso, che raggiungiamo con un’impegnativa mulattiera in acciottolato.

fonte: https://www.trekking.it/

3ª tappa:

torriglia
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sori

Località di partenza Torriglia (GE) 
Località di arrivo Sori ( GE) 
Difficoltà E
Dislivello + 604 metri ; – 1302 metri
Tempo di percorrenza 10 ore
Lunghezza 33 chilometri

Partiamo da Torriglia acquistando quota piuttosto velocemente, raggiungiamo la cima del M. Lavagnola da cui si ha la prima fugace apparizione del mare.

Costeggiando l’abitato di Sottocolle ed il M. Croce di Bargalia raggiungiamo la località di S. Alberto.

Da li affrontiamo l’ultimo tratto di sentiero che aggira il M. Croce dei Fo e del M. Bado e  scendiamo all’incrocio con la strada provinciale SP67.

Tratto di asfalto fino alla Trattoria Cornua (Frazione Recroso, Lumarzo GE).

Si riprende il sentiero digradante verso il mare attraverso la dorsale tra Recco e Sori, si raggiunge prima l’abbazia di S. Apollinare, per poi scendere velocemente fino alla tanto sospirata Sori.

fonte: https://www.gulliver.it/